Leggera ripresa delle start-up nei settori ad alta intensità di ricerca

Lo studio ZEW mostra una dinamica di avviamento persistentemente bassa

12.02.2025

Nonostante un leggero aumento dell'1,3% nel 2023 rispetto all'anno precedente, il numero di start-up in Germania rimane a un livello basso. Questi sono i risultati di un recente studio di ZEW Mannheim basato sul Mannheim Enterprise Panel (MUP). Gli alti costi dell'energia, la carenza di manodopera qualificata e i crescenti ostacoli burocratici stanno frenando lo spirito imprenditoriale, anche nei settori ad alta intensità di ricerca e tecnologia in Germania.

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"Non si può parlare di un'inversione di tendenza. Da anni osserviamo un continuo declino delle start-up in Germania. Il numero di start-up è diminuito drasticamente rispetto agli anni Novanta. Il crollo delle imprese nei settori ad alta intensità di ricerca e tecnologia è particolarmente preoccupante. C'è il rischio che si creino dei vuoti di innovazione, che potrebbero avere ripercussioni a lungo termine anche su altri settori dell'economia tedesca", spiega la dott.ssa Sandra Gottschalk, ricercatrice del Dipartimento di Ricerca ZEW "Economia dell'Innovazione e Dinamica Industriale". "In particolare, l'elevata pressione sui costi dovuta all'inflazione e all'aumento dei salari, nonché la lenta digitalizzazione dei processi amministrativi, rendono difficile l'ingresso di nuove imprese nel mercato".

Riforme urgenti

Lo studio mostra che vengono fondate sempre meno aziende, soprattutto nei settori ad alta intensità di ricerca come l'ingegneria meccanica, l'ingegneria elettrica e la chimica. Il numero di start-up nell'industria manifatturiera ad alta intensità di ricerca si è più che dimezzato dal 2002. Anche le nuove start-up nel settore manifatturiero ad alta intensità energetica, come i prodotti metallici, sono diminuite di oltre il dieci per cento all'anno nel 2022 e nel 2023.

"Meno start-up significa meno concorrenza, meno investimenti e prospettive meno favorevoli per l'economia tedesca. I politici devono prendere delle contromisure e adottare misure per rendere più attraente la creazione di nuove imprese", afferma la prof.ssa Hanna Hottenrott, responsabile dell'area di ricerca "Economia dell'innovazione e dinamiche aziendali".

L'elevato onere burocratico inibisce le start-up

Un ostacolo fondamentale è l'elevato onere burocratico. Secondo lo IAB/ZEW Start-up Panel, le giovani imprese dedicano in media nove ore alla settimana a compiti amministrativi, dai requisiti di protezione dei dati agli obblighi di rendicontazione. Particolarmente gravose sono le start-up del settore edile, dove i requisiti di documentazione legale assorbono una quantità di tempo superiore alla media. Il 44% delle start-up dichiara di avere meno tempo per la ricerca e lo sviluppo a causa degli oneri amministrativi. "È urgente intervenire per sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione e ridurre il tempo dedicato agli obblighi di comunicazione e alle domande", afferma Hottenrott.

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